Grazie alla sua posizione centrale, Cabbia è un ottimo punto di partenza per visitare l'Abruzzo ed il vicino Lazio.
Di seguito trovate alcuni interessanti luoghi da visitare, in ordine di vicinanza dal nostro paese.
MONTE GABBIA
Da Cabbia si esce dal paese sulla strada per Cesaproba e alla prima curva si sale direttamente per una sterrata che piega a sinistra e raggiunge la cresta che domina il paese; da qui, per un sentiero che prima piega a destra, corre parallelo alla cresta affacciandosi su un ampio pianoro, poi, sempre verso destra si giunge in breve al punto più alto; un bel panorama che affaccia verso la via Salaria è il massiccio del Terminillo.

Altezza massima = 1.497 mt
Ore salita = 1:15
Ore discesa = 0:45

ANFITEATRO ROMANO AMITERNUM DEL II-I SEC. a.C.
Nel versante occidentale della conca aquilana, presso l'odierno San Vittorino, sorgeva il paese di Amiternum, abitato in epoca preromana dai Sabini. Amiternum entrò a far parte dell'ordinamento romano nel 290 a.C.; fu prefettura fino all'età augustea, in seguito probabilmente municipio, come sembrano confermare le fonti epigrafiche. Il nome deriverebbe dal fiume Aterno, che attraversava l'insediamento condizionandone la vita e determinandone la prosperità. Rimangono a testimoniare il passato splendore le vestigia del teatro e dell'anfiteatro, numerose iscrizioni ed abbondante materiale scultoreo e architettonico.
I ruderi del teatro, d'età augustea, sono visibili all'altezza del km. 9 della S.S. 80. Ha una cavea con un diametro di 54 metri che sfrutta la pendenza della collina su cui sorge: le gradinate erano, originariamente, su due ordini e potevano ospitare 2.000 spettatori circa. Della scena si conservano solo le strutture di base.
L'anfiteatro si trova invece sulla riva destra dell'Aterno, ai margini della città antica. L'edificio presenta un rivestimento in laterizio risalente al I secolo d.C.; esso mantiene quasi per intero il suo perimetro che era costituito da 48 arcate su due piani; mancano invece completamente le gradinate di circa 6.000 posti.
Accanto all'anfiteatro vi è un edificio di età tardo-romana con ambienti decorati a mosaico e affresco. Dalla parrocchia di S. Michele Arcangelo, costruita con materiali di spoglio dei monumenti amiternini, si accede ad una piccola catacomba formata da gallerie e ambienti di varia epoca, alcuni in muratura ed altri scavati nella roccia, sorti intorno al sepolcro del martire Vittorino. La tomba, posta nel primo vano, era addossata per due lati alle pareti dell'ambiente; due muri completavano la cassa, la cui copertura doveva essere a tegoloni.

Visita: ingresso gratuito, rivolgersi a:
- Soprintendenza Archeologica dell'Abruzzo 0871.331668 (teatro e anfiteatro)
- Parroco 0862.461695 (catacombe).

LAGO DI CAMPOTOSTO
A Campotosto siete già nel cuore del parco del Gran Sasso - Laga e ve ne accorgerete facilmente guardandovi attorno mentre siete ancora sulla strada. La maggiore attrattiva di Campotosto è il lago omonimo, un lago artificiale, fu creato negli anni '40 allagando una vasta zona paludosa per attivare le turbine di una centrale idroelettrica; nel 1984 è divenuto area protetta con il nome di Riserva Naturale di Popolamento Animale Lago di Campotosto.
D'inverno la superficie a volte completamente ghiacciata offre uno spettacolo maestoso e inconsueto, mentre d'estate una sosta per sfuggire alla calura estiva è l'ideale, cercando refrigerio nelle sue fresche acque. Qui si può pescare, navigare a vela o fare windsurf: l'acqua quasi sempre calma ed il vento che qui spesso soffia teso ed impetuoso vi offriranno condizioni altrove rare e vi permetteranno di correre veloci da una riva all'altra.
Al Lago di Campotosto si arriva passando i paesi di Marana direzione Montereale, Cavallari, Capitignano e Aringo, dove girare a destra, direzione Lago. Al ritorno invece si può scendere verso la Salaria che unisce Ascoli a Rieti, raggiungendo Amatrice, famosa per la sua gastronomia, e il pittoresco laghetto di Scandarello. In alternativa potete scendere sul versante opposto, raggiungendo il Passo delle Capannelle e dirigervi quindi verso Teramo, lungo la suggestiva strada che passa attraverso strette gole e supera Montorio.
PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO E MONTI DELLA LAGA
Racchiude tre gruppi montuosi - la catena del Gran Sasso d'Italia, il massiccio della Laga, i Monti Gemelli - e si caratterizza per la presenza della vetta più alta dell'Appennino, il Corno Grande, che raggiunge i 2912 metri, la cui vetta è raggiungibile con la funivia che porta a Campo Imperatore. Con i suoi 150.000 ettari di estensione, è uno dei più grandi d'Italia. Su questa catena è inoltre presente l'unico ghiacciaio appenninico, il Calderone, il più meridionale d'Europa.
La catena del Gran Sasso è costituita da calcari e dolomie che conferiscono alla montagna un aspetto maestoso, con pareti altissime e verticali non riscontrabili in nessun altro settore dell'Appennino. La natura calcarea delle rocce favorisce la presenza di fenomeni carsici come doline, inghiottitoi, conche, grotte, gole e forre scavate dalle acque, ben evidenti a Campo Imperatore, il più vasto altopiano dell'Appennino, e nei Monti Gemelli, anch'essi di natura calcarea. La montagna, oltre che dall'acqua e dagli altri agenti atmosferici, è stata modellata dagli antichi ghiacciai ormai scomparsi, le cui tracce sono tuttora leggibili nei depositi morenici o nelle grandi valli a forma di U scavate e modellate dai ghiacciai quaternari.
La varietà e la ricchezza naturalistica dei suoi massicci e dei diversi versanti, le suggestive testimonianze storico-architettoniche si riflettono in una moltitudine di proposte, itinerari e visite per tutte le stagioni dell'anno.

Sito internet: www.gransassolagapark.it

PARCO NATURALE REGIONALE SIRENTE VELINO
Istituito dalla Regione Abruzzo nel 1989 si estende per circa 60.000 ettari confinando ad ovest con il Lazio a sud con la conca del Fucino e a nord-est con il corso dell'Aterno. Al suo interno presenta il Monte Velino, che con i suoi 2468 m. è la terza vetta dell'Appennino, e il massiccio del Sirente, costituito da un'unica dorsale rettilinea lunga circa 15 km e culminante con la vetta omonima.
La vegetazione del Parco è molto ricca. Sul Monte Velino partendo dalla base si incontrano boschi costituiti da roverella, carpino nero, ornello e aceri, più in alto invece troviamo il ginepro nano e la dafne alpina. La fauna di questo parco è interessante per la presenza del lupo, del gatto selvatico, della martora, della donnola, della puzzola, del tasso e della volpe. Tra gli uccelli primeggia l'aquila reale presente con quattro coppie, e inoltre ricordiamo il falco pellegrino, il picchio muraiolo, il fringuello alpino, la cinciallegra e il gufo reale.
Il parco offre anche spunti di interesse artistico e storico, come gli scavi archeologici di Alba Fucens, localizzati nel territorio di Massa d'Albe, i castelli di Celano e di Ocre e numerosi piccoli paesi ricchi di testimonianze storiche, come ad esempio Fontecchio, Secinaro e Gagliano Aterno.

Sito internet: www.parcosirentevelino.it

PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO
Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise fu istituito nel 1923. è compreso per la maggior parte (3/4 circa) nella provincia dell'Aquila in Abruzzo e per il rimanente in quella di Frosinone nel Lazio ed in quella di Isernia nel Molise. La direzione del parco è a Pescasseroli (AQ).
Il Parco Nazionale d'Abruzzo è il più antico parco degli Appennini ed ha avuto un ruolo importante nella conservazione di alcune tra le specie faunistiche italiane più importanti: lupo, camoscio d'Abruzzo ed orso bruno marsicano. è ricoperto da boschi di faggio per circa due terzi della sua superficie. A quote superiori, nelle pietraie, crescono i pini mugo, altrimenti pochissimo diffusi negli Appennini.
Altra fauna caratteristica del parco è il cervo, il capriolo, il cinghiale ed il picchio di Lilford.
Nel parco scorre il fiume Sangro, che nasce presso il passo del Diavolo. Ai margini dell'area protetta scorrono il Melfa, il Giovenco e il Volturno. Nel comprensorio del parco esistono alcuni interessanti laghi naturali come il lago Vivo, il lago Pantaniello, quello di Montagna Spaccata e il lago di Scanno. All'interno del parco si trova la zona umida del Lago di Barrea, originata da un bacino artificiale.

Sito internet: www.parcoabruzzo.it

PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA
La Montagna della Majella, Padre dei Monti per Plinio il Vecchio, Montagna Madre per gli abruzzesi, alto, imponente, selvaggio, gruppo montuoso, fa parte, di diritto, del patrimonio mondiale dei Parchi Nazionali.
Geograficamente costituito da quattro grandi individualità orografiche - la Majella propriamente detta, ampio e compatto massiccio calcareo, il Morrone, il Porrara e i Monti Pizzi, con le valli e i piani carsici che fra esse si interpongono - è un Parco Nazionale che per posizione geografica, per asprezza, vastità, e imponenza, per il rigore e la mutevolezza climatica, è sicuramente unico nel suo genere e racchiude al suo interno, in vaste aree (widelands), che presentano aspetti peculiari di natura selvaggia (wildland), la parte più pregevole e rara del patrimonio nazionale di biodiversità, di importanza europea e mondiale.

Sito internet: www.parcomajella.it

SANTUARIO DI SAN GABRIELE
Ai piedi del Gran Sasso, in provincia di Teramo, c'è il santuario di San Gabriele dell'Addolorata, tra i più conosciuti in Italia e in Europa e meta di continui pellegrinaggi. Una recente classifica lo colloca tra i primi quindici santuari più frequentati del mondo. Due milioni di pellegrini vi arrivano ogni anno per pregare sulla tomba del giovane studente passionista San Gabriele dell'Addolorata. La sua fama non conosce confini. Il santuario dedicato al giovane santo è divenuto, in questi ultimi decenni, uno dei fenomeni più singolari della religiosità popolare nell'Italia di fine millennio. La fama del santo dei miracoli si basa su una ininterrotta serie di fatti soprannaturali, testimoniati da migliaia di ex voto donati al santuario.

Il santuario di San Gabriele si trova al centro di un triangolo sacro che racchiude tre tra i più celebri santuari d'Europa: Loreto, San Gabriele, San Giovanni Rotondo. Situato in posizione geografica privilegiata, ad appena 3 chilometri dall'autostrada A24 Roma-L'Aquila-Teramo e a 40 chilometri dall'autostrada adriatica A14. Il santuario si raggiunge in 90 minuti da Roma, 90 minuti da Loreto, 180 minuti da San Giovanni Rotondo.

Il Convento dove morì San Gabriele ha origini molto antiche. San Francesco d'Assisi, giunto alle falde del gran Sasso nel 1215 (reduce col Beato Anastasio, Vescovo di Penne, dal Concilio Lateranense IV) propose il piccolo cenobio esistente come monumento di pace.Accresciuto gia' dal 1216, divenne ben presto un punto di riferimento del francescanesimo. Negli Annali del 1222 e' indicato come "Convento della Valle" e dal 1229 comincio' a ospitare vari Capitoli Provinciali. Abbandonato dai figli di S. Francesco nel 1809 in seguito alla soppressione napoleonica, dal 1847 ospita i Passionisti. Tutti questi luoghi recano il ricordo di San Gabriele che qui visse i suoi ultimi giorni e operò i primi miracoli.

Dell'edificio originario resta solo il Pozzo di San Francesco, scavato nel 1216, mentre il chiostro, il portale francescano (ricostruito nel 1924 su una parete del Convento) il refettorio e alcune antiche finestre con iscrizioni sono del XVI secolo.

La Chiesa antica fu restaurata nel 1590 in stile francescano e rinnovata nel 1908 per la beatificazione, e abbellita di cupola nel 1920 per la santificazione. A destra del transetto, la tomba del santo e' circondata da un recinto, intorno al quale i devoti continuano, secondo la tradizione, a invocare l'intercessione miracolosa del Santo. La chiesa e' abbellita da numerosi affreschi e da tele che indicano la dedicazione degli altari. Alcune lapidi ricordano i momenti piu' importanti della vita del Santuario. Sulla navata destra si apre la Cappella del Santo sotto il cui altare maggiore e' collocata l'urna di bronzo dorato, contenente le spoglie di S. Gabriele.

La Basilica nuova fu progettata nel 1970 per accogliere oltre un milione e cinquecentomila pellegrini che ogni anno si recano a pregare San Gabriele dell'Addolorata. Di ispirazione ecumenica, richiama la forma di una grande nave, con la Stiva (Cripta del Santo), la Tolda (Aula basilicale) e 4 Vele pandirezionali, come simbolo della "Chiesa in cammino". Lunga m. 90 e larga m. 30, la grandiosa struttura in cemento bianco e acciaio che puo' contenere 10-12.000 persone, di cui 8.000 nelle navate, e' stata suddivisa con un interessante sistema architettonico in due aule: una feriale e l'altra festiva. L'aula feriale e' caratterizzata dai grandi mosaici che ornano le pareti e l'altare, illustrando i simboli dell'Eucarestia e della Chiesa, mentre quella festiva dai graniti policromi e da un grande altare che poggia su un arcosolio rovesciato recante la Capsa delle Reliquie. Agli angoli del transetto, quattro scale immettono alla Cripta del Santo, che d'estate ne ospita l'Urna. Avveniristica e' la grande Cappella delle confessioni, che reca sulla vetrata e la parete di fondo opere d'arte di grande significato religioso. Nei locali annessi: Sala dei Congressi, Sale per Esposizioni e Sale per Gruppi.

Sito internet: www.sangabriele.org

GROTTE DI STIFFE
Queste grotte rappresentano il principale esempio del carsismo sotterraneo ed una delle poche grotte turistiche di tutto l'Abruzzo. La grotta è attraversata per un percorso di circa 600 m da un torrente sotterraneo, che forma all'interno della cavità carsica rapide e cascate spettacolari, il tutto accompagnato da stalattiti e stalagmiti che adornano ampi tratti delle grotte.
L'imbocco della cavità si apre alla base di una parete rocciosa a strapiombo, alta circa 100 m, da cui inizia il percorso sotterraneo. Prima di tutto si attraversa la , così chiamata perchè per gran parte dell'anno in questo tratto il torrente si prosciuga, e si prosegue nella Sala delle Cascate, alta circa 30 m, che rappresenta una perfetta cassa di risonanza per la cascata in cui l'acqua fa un salto di circa 20 m. Poi si arriva alla Sala del Lago Nero passando per quella delle Concrezioni, fino all'ultima Cascata, dove, in una stretta sala occupata da un lago profondo 6 m, si abbattono le acque della seconda cascata dopo un balzo di 25 m.
Le acque che fuoriescono dalle grotte di Stiffe sono quelle che s'inabissano negli inghiottitoi dell'Altopiano delle Rocche ed in particolare in quello chiamato "Pozzo Caldaio" nei pressi di Terranera, per poi riuscire molto più in basso presso il corso dell'Aterno. Una curiosità: nel periodo natalizio viene allestita nella grotta una rappresentazione del presepe, che, dato il periodo dell'anno e, soprattutto, lo scenario unico, assumono una bellezza ed una suggestione indimenticabili, potenziate tra l'altro dalla potenza e dal fragore delle acque. La manifestazione ha inizio con l'inaugurazione dell'8 Dicembre, e termina il giorno 6 Gennaio, con la festa dell'Epifania.

Sito internet: www.grottestiffe.it

CITTÀ DELL'AQUILA
Orgogliosa già nel nome, l'Aquila è il capoluogo dell'Abruzzo e il centro della fiera regione montana, città d'altura ricca di storia, arte e cultura.
Nata in una zona fitta di resti romani, a L'Aquila la tradizione tramandataci dice che furono 99 i "castelli" (villaggi) del circondario che formarono la città verso la metà del 1200, e questo numero simbolico venne ripetuto per le 99 chiese, i 99 rioni (ognuno con il nome del castello fondatore), le 99 piazze e le 99 fontane. Per tenere viva questa tradizione ancora oggi ogni sera al tramonto la campana della Torre Civica batte 99 rintocchi. E 99 sono anche le cannelle della famosa Fontana ideata nel 1272 da Tancredi da Pentima.

La Basilica di Santa Maria di Collemaggio un capolavoro dell'arte romanica abruzzese, fu iniziata nel 1287, per volontà di Celestino V.
In stile rinascimentale è la facciata della Basilica di San Bernardino che ospita i resti del Santo di Siena che morì a L'Aquila. Annesso alla chiesa è il Convento Francescano.
Da non mancare la visita al Castello, una vera e propria fortezza fatta erigere a partire dal 1534 dagli Spagnoli e ideata da Pirro Luis Escriba che si staglia sullo sfondo del Gran Sasso quasi a gareggiare con la mole del massiccio.

Si impara a conoscere l'Aquila anche curiosando nei portoni anonimi e nei cortili: all'interno è possibile ammirare l'eleganza dell'architettura e ascoltare il silenzio rotto una volta all'anno da dolcissime note di flauti, violini e viola. Ogni anno il 28 agosto si festeggia la Perdonanza, concessa da Papa S. Pietro Celestino V, il famoso Pietro di Angelerio, che per umiltà rinunciò al soglio pontificio.